La rivoluzione del libro digitale secondo Amazon e il mercato si chiama Kindle. Parola non molto comune neanche in inglese, che letteralmente significa "appiccare il fuoco" e per traslato "accendere la curiosità", il Kindle è il lettore di libri e giornali digitali che Jeff Bezos ha fortemente voluto. È stato infatti il Ceo e fondatore di Amazon, che i suoi biografi definiscono "un uomo che ama sempre prendersi grandi rischi e tentare sfide apparentemente impossibili da vincere", ad aver fortemente voluto il Kindle.
L'idea era, quando il 19 novembre del 2007 è stata presentata la prima generazione dell'apparecchio, che il libro tascabile sarebbe diventato totalmente elettronico, e quindi immateriale, azzerando i costi di distribuzione e rendendo ancora più economica e piacevole la lettura su un supporto chiaro e funzionale quasi quanto la carta. Al centro della tecnologia adoperata per gli eBook o libri digitali di Amazon c'è infatti il brevetto di una piccola azienda di Boston, la E Ink, fondata dal genio del Mit Joseph Jacobson nel 1997 e acquistata da poche settimane dalla taiwanese Prime View International per 215 milioni di dollari. Pvi è la società che produce i Kindle e altri apparecchi basati sulla stessa tecnologia, come il Sony Reader, l'iLiad e il Cybook Ben3.
La tecnologia di "inchiostro digitale" non utilizza uno schermo a cristalli liquidi retroilluminato, come i computer portatili e i telefoni cellulari, ma un particolare pannello non illuminato in cui una fitta rete di sferette trasparenti ruotano su impulso elettrico per costituire l'immagine, molto stabile e ben contrastata. Come vere goccioline di inchiostro digitale, non hanno bisogno di illuminazione artificiale, se non in mancanza di luce naturale, e possono essere letti bene anche sotto il sole. Consumano inoltre pochissimo (la batteria di un Kindle dura alcune settimane) e permettono però di visualizzare solo immagini a 16 toni di grigio (quindi niente colore) e senza animazioni e movimento, a causa del tempo eccessivamente lungo di refresh della pagina. Insomma, i pregi e i difetti della carta, a parte la flessibilità fisica e i costo contenuti. Motorola aveva anche cercato di trovare fortuna con un cellulare il cui schermo era basato su questa tecnologia, il Fone F3, che però non aveva raccolto il favore del pubblico.
Amazon dopo la prima generazione di Kindle ha rinnovato i suoi prodotti e, a partire dal febbraio di quest'anno, ha presentato due nuovi modelli. Il primo, che lo stesso Bezos ha mostrato alla stampa lo scorso 9 febbraio e commercializzato dal 23 dello stesso mese a 359 dollari (lo stesso prezzo del modello precedente) aveva piccoli miglioramenti sia estetici e funzioni che di software, adesso più stabile e meglio funzionante. In buona sostanza, il Kindle 2, come la stampa americana l'ha subito soprannominato, si collega alla rete cellulare Evdo-Cdma che non esiste in Europa, tramite un contratto già pagato da Amazon (l'azienda lo chiama "Whispernet"), e permette di acquistare e scaricare libri e giornali quotidiani e periodici, oltre a un certo numero di blog e di altro materiale disponibile online. Niente navigazione Internet né posta elettronica (questo tipo di connessione limitata solo agli acquisti spiega anche perché Bezos abbia potuto "regalare" l'accesso internet senza fili).
Il secondo Kindle è stato presentato il 6 marzo ed è stato commercializzato a partire dal 10 giugno scorso al prezzo di 489 dollari, andando esaurito in poco più di 3 giorni. Si tratta del Kindle DX, con schermo sensibilmente più grande del precedente: da 6 a 9,7 pollici, processore ancora più potente, più memoria interna (4 Gigabyte anziché 2), risoluzione maggiore (1200 per 824 punti anziché 600 per 800 punti). Il risultato è un apparecchio con autonomia ancor maggiore del suo fratellino, ma con una superficie di schermo molto aumentata, che consente la visualizzazione non solo di pagine di libri tascabili, ma anche di giornale, di libri di grande formato, di documenti contenenti le illustrazioni che gli utenti possono auto-spedirsi tramite il servizio a pagamento della stessa Amazon (15 centesimi di dollaro a documento).
Molto limitato dal punto di vista della flessibilità (non si possono fare ricerche complesse, l'accesso a Internet è limitato al negozio Amazon e alle pagine di Wikipedia, la tastiera alfanumerica è abbozzata e di scomodo utilizzo), il Kindle è nonostante tutto anni luce più avanti rispetto ai concorrenti. La comodità di portare un buon numero di documenti tutti insieme, sia privati che libri, che il computer è anche in grado di leggere con un sintetizzatore vocale (e ci sono state polemiche con le associazioni degli autori perché venga riconosciuto anche il pagamento dei diritti aggiuntivi consueti degli audiolibri) è notevole e il grande formato del Kindle DX apre scenari ancora inesplorati per quanto riguarda i nuovi modelli di distribuzione digitale dei giornali. Il New York Times, secondo uno studio, se regalasse un Kindle DX con la sottoscrizione del contratto da parte dei suoi nuovi abbonati, senza cambiare il prezzo attuale, avrebbe comunque un utile che deriverebbe dall'aver eliminato il costo della carta e della distribuzione.
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